Il D.U.R.C.(Documento Unico di Regolarità Contributiva)

D.U.R.C. : DEFINIZIONI E ASPETTI GENERALI

 

 

Che cos’è il D.U.R.C.? 

 

Il D.U.R.C. (Documento Unico di Regolarità Contributiva) è il certificato che sulla base di un'unica richiesta, attesta contestualmente la regolarità di un'impresa per quanto

concerne gli adempimenti I.N.P.S., I.N.A.I.L. e Cassa Edile verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento (art. 6 D.P.R. 207/2010).

 

Quando è obbligatorio il D.U.R.C.?

 

Il D.U.R.C. è obbligatorio nei seguenti casi:

 

  • per tutti gli appalti pubblici, intendendo non solo gli appalti di lavori pubblici in senso stretto (Legge n. 109/94 e successive modifiche ed integrazioni), ma anche gli appalti di servizi e forniture ( D.Lgs n. 358/92 e n. 157/95 e successivi), nelle seguenti fasi:
  • In fase di partecipazione, per la verifica di eventuali autodichiarazioni;
  • Per l'aggiudicazione dell'appalto;
  • Per la stipula del contratto;
  • Per il pagamento degli stati di avanzamento lavori e delle fatture;
  • Per il collaudo e il pagamento del saldo finale.
  • Per la gestione di servizi ed attività pubbliche in convenzione o concessione.
  • Per i lavori privati in edilizia soggetti al rilascio di concessione ovvero a denuncia inizio attività (DIA), prima dell'inizio dei lavori;
  • Per il rilascio dell' attestazione SOA;
  • Per l'iscrizione all'Albo dei Fornitori;
  • Per l'assegnazione di agevolazioni, finanziamenti e sovvenzioni, ove previsto dalle normative specifiche.

 

Il D.U.R.C. è autocertificabile?

 

Il D.U.R.C. è uno strumento di certificazione ufficiale della regolarità contributiva dell’impresa esecutrice di appalti pubblici e appalti privati in edilizia. In sostituzione del

D.U.R.C. non sono valide nè auto-dichiarazioni del legale rappresentante della ditta ne la presentazione della copia degli avvenuti pagamenti contributivi, nè la

ricevuta dello Sportello Unico Previdenziale attestante la richiesta D.U.R.C. (cfr.stampa del C.I.P .nella sezione Richiesta D.U.R.C. del presente sito).

Il concetto di non autocertificabilità del D.U.R.C. è stato ribadito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la circolare N°12/2012 che cita testualmente:

 

“la regolarità contributiva non può ritenersi autocertificabile in quanto la stessa non può essere oggetto di sicura conoscenza, così come avviene per gli stati, qualità

personali e fatti che, ai sensi dell’art. 40 del D.P.R. n.445/2000, possono essere sostituiti da dichiarazioni proprio in quanto elementi di fatto oggettivi riferiti alla

persona.

Cosa del tutto diversa, dunque, è la certificazione relativa al regolare versamento della contribuzione obbligatoria che non costituisce una mera certificazione del

versamento di una somma a titolo di contribuzione (come lascia intendere l’art. 46 lett. p. del D.P.R. n.445/2000) ma una attestazione degli Istituti e delle Casse edili

circa la correttezza della posizione contributiva di una realtà aziendale effettuata dopo complesse valutazioni tecniche di natura contabile derivanti dalla applicazione di

discipline lavoristiche contrattuali e previdenziali”.

 

Quali sono i soggetti abilitati a rilasciare il D.U.R.C. per lavori edili?

 

Sono competenti a rilasciare il D.U.R.C. per lavori edili solo le Casse Edili che possono definirsi tali ai sensi dell’art. 2 lettera h. del D.Lgs n°276/2003 e che applicano la

reciprocità con altre Casse Edili regolarmente costituite (art. 252 comma 5 del D.Lgs 163/2006). Quest’ultimo principio di reciprocità è assicurato attraverso la cooperazione

telematica con la Commissione Nazionale Paritetica per Casse Edili (CNCE).

Ne deriva che gli organismi non in possesso di tali requisiti, non costituiti da contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e non in

possesso del requisito della reciprocità assicurato attraverso il collegamento con la CNCE non possono definirsi Casse Edili e ai sensi del D.Lgs n°276/2003 e,

conseguentemente, non possono rilasciare il Documento Unico di Regolarità Contributiva. Eventuali attestazioni di regolarità rilasciate da tali enti non autorizzati devono

pertanto considerarsi giuridicamente inefficaci a tutti gli effetti di legge (ved. lettera circolare del 2 maggio 2012 a firma del Direttore generale per l’Attività Ispettiva del

Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali).

Per consultare l’elenco delle Casse Edili abilitate al rilascio del D.U.R.C., vi rimandiamo alla home page del sito www.cnce.it .

 

RICHIESTA DEL D.U.R.C.

 

Chi può richiedere il D.U.R.C.?

 

Il D.U.R.C. può essere richiesto esclusivamente per via telematica e solo se in possesso delle necessarie utenze.

I soggetti abilitati alla richiesta del D.U.R.C. sono i seguenti:

 

1)    Le aziende, anche attraverso un intermediario qualificato ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 12/79 (consulenti del lavoro, professionisti equiparati, ecc.) se in possesso

della specifica utenza rilasciata da INPS e INAIL per i servizi online.

 

2)   Le Pubbliche Amministrazioni Concedenti, le Stazioni Appaltanti aggiudicatrici tenute ad acquisire il D.U.R.C. d’ufficio se in possesso delle specifiche utenze

rilasciate da qualsiasi sede Inail, Inps e Casse edili presentando l'apposito modulo di richiesta ed i relativi allegati.

 

3)    Le SOA (Società Organismi di Attestazione), che per l’accesso devono richiedere apposite utenze rilasciate esclusivamente  dalla Direzione Centrale Sistemi

Informativi e Telecomunicazioni dell'Inail presentando l'apposito modulo di richiesta ed i relativi allegati.

 

Come si richiede il D.U.R.C.?

 

Per richiedere il D.U.R.C. l'utente abilitato deve accedere al sito www.sportellounicoprevidenziale.it (o in alternativa accedendo tramite il sito della Cassa Edile di Novara,

www.cassaedilenovara.it e cliccando sull’icona DURC della sezione Links Utili della home page). In entrambi i casi si accederà alla schermata di seguito riportata:

 

 

 

 

 

Per poter inserire la richiesta di D.U.R.C. è necessario inserire codice utente e password nella sezione Accesso Utenti in basso a destra. Le credenziali saranno quelle associate

all’utenza rilasciata in base alle modalità descritte nel paragrafo precedente (chi può richiedere il D.U.R.C.) ai punti 1, 2 e 3.

Una volta effettuato l’accesso si visualizzerà la schermata di seguito riportata, in cui si dovrà riportare dati diversi a seconda di quale soggetto stia richiedendo il D.U.R.C. (si

tratta dei tre soggetti individuati nel paragrafo chi può richiedere il DURC)  e in base alla tipologia di D.U.R.C. che si sta richiedendo.

 

 

 

Di seguito riportiamo tutte le tipologie di D.U.R.C. richiedibili sullo Sportello Unico Previdenziale da ciascun soggetto abilitato, evidenziando per ciascuna tipologia la normativa

di riferimento, i dati da inserire per la richiesta ed il periodo validità del D.U.R.C. ottenuto dopo la verifica effettuate dagli enti per la quale rinviamo all’apposito paragrafo

(Rilascio del D.U.R.C): 

 

1.     D.U.R.C. richiesto dall’impresa per l’utilizzo tra privati

2.     D.U.R.C. richiesto dalle Pubbliche Amministrazioni per lavori privati soggetti a rilascio di concessione o denuncia di inizio attività (D.I.A)

3.     D.U.R.C. richiesto dalle Stazioni Appaltanti per contratti pubblici di lavori, servizi e forniture

4.     D.U.R.C. richiesto per appalti in economia:lavori, servizi, forniture

5.     D.U.R.C. richiesto per imprese edili senza operai (solo impiegati tecnici)

6.     D.U.R.C. richiesto per lavoratori Autonomi

7.     D.U.R.C. richiesto per attestazioni S.O.A.

 

1.     D.U.R.C. richiesto dall’impresa per l’utilizzo tra privati

 

Aspetti generali

 

Come previsto dall'art.90, comma 9, lettere a) e b) del D.Lgs n.81/2008, “il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un'unica

impresa o ad un lavoratore autonomo:

a) verifica l'idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, con

le modalità di cui all'allegato XVII. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’allegato

XI, il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi del certificato di

iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato e del documento unico di regolarità contributiva, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis,

comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, corredato da autocertificazione in

ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall'allegato XVII;

b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell'organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate

all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), all'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa

al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti. Nei cantieri la cui entità presunta è

inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’allegato XI, il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto

mediante presentazione da parte delle imprese del documento unico di regolarità contributiva e dell'autocertificazione relativa al contratto collettivo applicato;

 

Ai fini delle verifiche descritte ai punti a) e b) è quindi necessario che le imprese consegnino al committente o responsabile  dei lavori un D.U.R.C. regolare in corso di validità,

che solo in questo caso non può essere acquisito d’ufficio dal richiedente, non trattandosi di Pubblica Amministrazione Concedente, Stazione Appaltante o SOA.

In base a quanto previsto dall'art. 40, comma 2, del D.P.R. n.445/2000,  su tutti i D.U.R.C. rilasciati alle imprese per questa tipologia viene apposta a pena di nullità la dicitura

"IL PRESENTE CERTIFICATO NON PUO'ESSERE PRODOTTO AGLI ORGANI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE O AI PRIVATI GESTORI DI PUBBLICI

SERVIZI", che comporta l’impossibilità di utilizzare tale D.U.R.C. per tutte le altre tipologie indicate nei successivi punti da 2 a 5.

Il D.U.R.C. che viene rilasciato per tale richiesta (a partire dai D.U.R.C. rilasciati dopo il 21 agosto 2013) ha validità di 120 giorni dalla data di rilascio del certificato, come

modificato dall’art. 31 del D.L. 69/2013 convertito dalla Legge 98/2013.

 

2.     D.U.R.C. richiesto dalle Pubbliche Amministrazioni per lavori privati soggetti a rilascio del permesso di costruire o denuncia di inizio attività       (D.I.A)

 

Aspetti generali

 

Ai sensi dell’art. 90, lett.c) del D.Lgs n.81/2008, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, l’amministrazione concedente

deve acquisire il D.U.R.C. delle imprese e dei lavoratori autonomi.

In precedenza il D.U.R.C. per questa tipologia di richiesta poteva essere trasmesso all’amministrazione concedente dal committente o responsabile dei lavori, che a sua volta

otteneva il certificato dall’impresa esecutrice dopo che quest’ultima lo aveva richiesto e ottenuto dalla Cassa Edile competente.

L’art. 14 comma 6 bis, del D.L. n°5/2012, convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, ha stabilito che "nell’ambito dei lavori pubblici e privati dell’edilizia,

le Amministrazioni Pubbliche acquisiscono d’ufficio il D.U.R.C., con le modalità di cui all'art. 43 D.P.R. n.445/2000". Ciò comporta che anche nei lavori privati in

edilizia (come per gli appalti pubblici), il D.U.R.C. non può essere consegnato dal privato (committente, responsabile dei lavori, impresa esecutrice, lavoratore

autonomo) all'Amministrazione pubblica concedente, dovendo quest'ultima richiederlo direttamente a INPS, INAIL e Cassa Edile seguendo la procedura descritta

nella fase di compilazione sotto descritta.

I D.U.R.C. rilasciati alle Pubbliche Amministrazioni riportano in calce la dicitura "RILASCIATO AI FINI DELL'ACQUISIZIONE D'UFFICIO", e si distinguono da quelli

rilasciati alle imprese esecutrici per l’utilizzo nei rapporti tra privati che riportano la dicitura"IL PRESENTE CERTIFICATO NON PUO'ESSERE PRODOTTO AGLI ORGANI

DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE O AI PRIVATI GESTORI DI PUBBLICI SERVIZI", e che non devono assolutamente essere richiesti o accettati dalle

Pubbliche Amministrazioni concedenti.

Il D.U.R.C. che viene rilasciato per tale richiesta (a partire dai D.U.R.C. rilasciati dopo il 21 agosto 2013) ha validità di 120 giorni dalla data di rilascio del certificato, come

modificato dall’art. 31 del D.L. 69/2013 convertito dalla Legge 98/2013.

 

3.     D.U.R.C. richiesto dalle Stazioni Appaltanti per contratti pubblici di lavori, servizi e forniture

 

Ai sensi dell’art. 31 comma 4, della legge n.98/2013 (legge di conversione del D.L. n.69 del 21 giugno 2013 (“Decreto del fare”):

 

“Nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, i soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n.207, acquisiscono d’ufficio, attraverso strumenti informatici, il documento unico di regolarità contributiva (DURC) in corso di validità:

 

a)      Per la verifica della dichiarazione sostitutiva relativa al requisito di cui all’articolo 38, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;

b)      Per l’aggiudicazione del contratto ai sensi dell’art. 11, comma 8, del decreto legislativo n. 163 del 2006;

c)      Per la stipula del contratto;

d)      Per il pagamento degli stati di avanzamento dei lavori e delle prestazioni relative a servizi e forniture;

e)      Per il certificato di collaudo, il certificato di regolare esecuzione, il certificato di verifica di conformità, l’attestazione di regolare esecuzione, e il pagamento

del saldo finale.

 

Viene quindi ribadito negli appalti pubblici l’obbligo dell’acquisizione d’ufficio del DURC da parte delle stazioni appaltanti e degli enti aggiudicatori relativo all’impresa

affidataria e ai subappaltatori, escludendo quindi la possibilità che siano questi ultimi a consegnare alle stazioni appaltanti e agli enti aggiudicatori un DURC, seppur regolare ed

in corso di validità.

La stessa legge 98/2013 stabilisce al comma 5 dell’art. 31 che il D.U.R.C. rilasciato per le tipologie elencate sopra ai punti da a) ad e) “ha validità di 120 giorni dalla data del

rilascio”.

In merito alla validità del DURC, il medesimo comma 5 precisa che le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori “…utilizzano il DURC in corso di validità, acquisito per le 

ipotesi di cui al comma 4, lettera a), del presente articolo, anche per le ipotesi di cui alle lettere b) e c) del medesimo comma….”.

Viene quindi chiarito che nei contratti pubblici il DURC acquisito per la verifica della dichiarazione sostitutiva (art.31 legge 98/2013 comma 4 lettera a), se in corso di validità,

(ovvero se non sono ancora trascorsi 120 giorni dalla data di rilascio del DURC), deve essere utilizzato dalle stazioni appaltanti e dagli enti aggiudicatori anche per

l’aggiudicazione del contratto (art.31 legge 98/2013 comma 4 lettera b), e per la stipula del contratto (art.31 legge 98/2013 comma 4 lettera c), senza la necessità, come

accadeva in precedenza, di dover acquisire un nuovo DURC per ogni fase dei contratti pubblici anche in presenza di un DURC in corso di validità rilasciato per le fasi

precedenti.

Il comma 5 si conclude con un’ultima importante precisazione in base alla quale “dopo la stipula del contratto..” le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori “…acquisiscono

il DURC ogni centoventi giorni e lo utilizzano per le finalità di cui al comma 4, lettere d) ed e), del presente articolo, fatta eccezione per il pagamento del saldo finale per

il quale è in ogni caso necessaria l’acquisizione di un nuovo DURC”.

Quest’ultima parte stabilisce un limite ben preciso, che è quello della stipula del contratto, oltre il quale sarà obbligatorio acquisire un nuovo DURC anche se si è in possesso di

un DURC ancora in corso di validità; per cui ad esempio, se la stazione appaltante o l’ente aggiudicatore fosse in possesso di un DURC ancora in corso di validità

precedentemente richiesto per la verifica della dichiarazione sostitutiva, per l’aggiudicazione del contratto o per la stipula del contratto, in caso di pagamento di un stato

avanzamento lavori, quest’ultima non potrà utilizzare il certificato in corso di validità, ma sarà obbligata ad acquisire un nuovo DURC, che potrà però utilizzare in seguito

(limitatamente ai suoi 120 giorni di validità dalla data del rilascio) anche per il pagamento di successivi stati di avanzamento lavori, per il certificato di collaudo, per il certificato

di regolare esecuzione, per il certificato di verifica di conformità e per l’attestazione di regolare esecuzione.

A questo punto il legislatore stabilisce un nuovo limite che è quello del pagamento del saldo finale, per il quale sarà obbligatorio per la stazione appaltante o l’ente aggiudicatore

acquisire un nuovo DURC, anche se in possesso di un DURC in corso di validità precedentemente richiesto per una delle finalità di cui ai punti d) ed e) del comma 4, art.31

della Legge 98/2013.

 

VERIFICA POSIZIONE CONTRIBUTIVA DELLA DITTA DA PARTE DELLA CASSA EDILE COMPETENTE

 

Quali sono i controlli effettuati dalla Cassa Edile?

 

A seguito dell’inoltro sullo sportello unico previdenziale, la richiesta di D.U.R.C. viene presa in carico da INPS, INAIL e Cassa Edile che effettuano le verifiche sulla regolarità

dell’impresa per la quale è stato richiesto il certificato. Tali verifiche vengono effettuate dai tre enti in completa autonomia gli uni dagli altri seguendo ciascuno le rispettive

normative di riferimento. La Cassa Edile pur essendo responsabile del rilascio del DURC per le imprese con dipendenti ai quali si applica il CCNL dell’edilizia, non è

assolutamente in grado né titolata a fornire spiegazioni circa l’eventuale irregolarità di un’impresa dichiarata da INPS o INAIL.

La verifica della regolarità di un’impresa è un processo che deve esaurirsi in 31 giorni, con obbligo di emissione del D.U.R.C. entro il 31°giorno dal rilascio del C.I.P. (codice

identificativo pratica) da parte dello sportello unico previdenziale.

In questi 31 giorni la Cassa Edile ha l’obbligo di esprimersi sulla posizione contributiva dell’impresa per la quale viene richiesto il D.U.R.C., contrariamente all’INPS e all’INAIL

per i quali vige la regola del silenzio assenso, in base alla quale una mancata pronuncia sulla posizione previdenziale e assicurativa della ditta coincide con la dichiarazione d

i regolarità della stessa.

I 31 giorni possono diventare 46 in caso di sospensioni della pratica che possono durare fino a 15 giorni; la sospensione della pratica può essere decisa da ciascun Ente

validatore (INPS, INAIL o Cassa Edile) ai fini istruttori o per l’invito alla regolarizzazione dell’impresa.

Normalmente, in caso di impresa regolare, la Cassa Edile di Novara, istruisce e valida una pratica D.U.R.C. in 2-3 giorni, tenendo conto anche dell’attesa dell’esito del controllo

della posizione contributiva a livello nazionale.

Per la verifica della posizione contributiva dell’impresa per la quale viene richiesto il D.U.R.C. la Cassa Edile svolge i seguenti passaggi:

 

1)    verifica della regolarità contributiva dell’impresa a livello nazionale attraverso la consultazione della Banca Dati Nazionale delle Imprese Irregolari (B.N.I.)

contenente l’elenco di tutte le imprese non regolari presso una o più Casse Edili possono definirsi tali ai sensi dell’art. 2 lettera h. del D.Lgs n°276/2003 e che

applicano la reciprocità con altre Casse Edili regolarmente costituite (art. 252 comma 5 del D.Lgs 163/2006). Quest’ultimo principio di reciprocità è assicurato

attraverso la cooperazione telematica con la Commissione Nazionale Paritetica per Casse Edili (CNCE). La consultazione della B.N.I. viene effettuata in

automatico dal sistema che, all’atto della richiesta del D.U.R.C. da parte di uno dei soggetti richiedenti abilitati, invia contestualmente una richiesta di verifica di

regolarità della ditta alla B.N.I. Tale controllo restituisce alla Cassa Edile competente, in genere dopo 1 o 2 giorni dalla richiesta, un responso che può indicare in

alternativa la regolarità della ditta su tutto il territorio nazionale, o l’irregolarità della ditta presso una o più Casse Edili presso le quali la ditta è stata o è tuttora iscritta,

con l’indicazione in dettaglio della Cassa Edile presso la quale la dittà è irregolare. L’irregolarità in B.N.I. può derivare anche dalla mancata comunicazione della

sospensione della propria posizione presso la Cassa Edile competente.

 

2)    verifica della regolarità contributiva dell’impresa da parte della Cassa Edile competente al rilascio del D.U.R.C. che può essere:

 

a)     per i contratti pubblici e solo per il pagamento degli stati avanzamento lavori e del conto finale, la Cassa Edile della provincia presso la quale si

svolgono i lavori (a prescindere dalla Cassa Edile presso la quale è iscritta l’impresa per la quale viene richiesto il D.U.R.C.): in questo caso se tale Cassa

Edile non coincide con la Cassa Edile di iscrizione, sussiste l’obbligo di richiedere alla Cassa Edile di iscrizione  l’invio di un attestato di

regolarità/irregolarità della ditta sulla base del quale verrà validato il D.U.R.C. richiesto;

b)    in tutti gli altri casi, la Cassa Edile presso la quale è iscritta la ditta per la quale si richiede Il D.U.R.C.

 

In entrambi i casi la verifica della posizione contributiva dell’impresa da parte della Cassa Edile presso la quale è iscritta l’impresa avviene attraverso il controllo sul

regolare versamento dei contributi scaduti:

 

          I.  alla data indicata dalla stazione appaltante o dall’ente aggiudicatore in fase di richiesta di D.U.R.C. per la verifica di autodichiarazione e per il pagamento

              degli stati avanzamento lavori e del conto finale nei contratti pubblici.

 

          II. alla data dell’ istruttoria del D.U.R.C. in tutti gli altri casi.

 

 

Per la Cassa Edile i contributi di un mese specifico risultano essere scaduti se non vengono versati entro la fine del mese successivo a quello di riferimento. Per cui, ad

esempio, i contributi relativi al mese di gennaio 2013, sono da versare entro la fine del mese di febbraio 2013. Ne deriva che nel caso II. se un D.U.R.C. viene richiesto

ad esempio il 25 marzo 2013 e istruito dalla Cassa Edile entro il 30 marzo 2013, l’impresa per la quale si richiede il D.U.R.C. sarà considerata regolare se avrà versato i

contributi fino al mese di gennaio 2013 scaduti il 28 febbraio 2013, non considerando irregolare la ditta se non ha ancora versato i contributi relativi al mese di febbraio

2013, in quanto la  scadenza per il versamento è prevista il 31 di marzo 2013. Se però la Cassa Edile istruisce il D.U.R.C. dopo il 31 marzo 2013, l’impresa sarà

dichiarata regolare solo se avrà versato anche i contributi relativi al mese di febbraio 2013, scaduti il 31 marzo 2013.

Nel caso I. la verifica della regolarità alla data indicata sulla richiesta comporta il rilascio di un D.U.R.C. regolare anche se la ditta non è in regola per i mesi successivi

alla data della richiesta. Ad esempio se il 31 marzo 2013 viene richiesto un D.U.R.C. per verifica autodichiarazione alla data del 15 dicembre 2012, la Cassa Edile

controllerà la  regolarità della ditta fino al mese di dicembre 2012, il cui termine per il versamento è la fine del mese di gennaio 2013. La ditta in questo caso (e solo per

questo tipo di richiesta) verrà considerata regolare (al 15 dicembre 2012) anche se non avrà versato i contributi relativi ai mesi di gennaio 2013 (scaduto il 28 febbraio

2013) e di febbraio 2013 (scaduto il 31 marzo 2013).

 

Invito alla regolarizzazione     

 

La Cassa Edile, qualora rilevi l’irregolarità della ditta per la quale è stato richiesto il D.U.R.C., ha l’obbligo di inviare alla ditta, anche per il tramite del consulente che ha

effettuato la richiesta, l’invito a regolarizzare entro 15 giorni la propria posizione contributiva attraverso il versamento dei contributi scaduti alla data della richiesta o alla data

dell’istruttoria del D.U.R.C.

In base all’art. 31 comma 8 della legge 98/2013, tale invito deve avvenire obbligatoriamente mediante posta elettronica certificata, all’indirizzo indicato in fase di richiesta

D.U.R.C.

L’invito alla regolarizzazione sospende automaticamente la pratica, aggiungendo 15 giorni al periodo massimo previsto per l’emissione del D.U.R.C. che in questo caso dovrà

avvenire non più entro il 31°ma entro il 46°giorno dalla data di assegnazione del C.I.P. alla pratica di richiesta.

 

RILASCIO DEL D.U.R.C DA PARTE DELLA CASSA EDILE

 

Al termine delle verifiche sulla regolarità contributiva della ditta, ciascun ente (INPS,INAIL, Cassa Edile) procede alla validazione del D.U.R.C.. Solo quando tutti gli enti hanno

validato la richiesta (oppure nel caso di INPS e INAIL sono trascorsi i 31 giorni senza che gli enti si siano pronunciati sulla regolarità della ditta) il D.U.R.C. è pronto per

l’emissione e per il rilascio all’impresa, all’Amministrazione Procedente o alla Stazione Appaltante.

A partire dalle richieste effettuate sullo sportello unico previdenziale dal 2 settembre 2013, il D.U.R.C. viene rilasciato dalla Cassa Edile esclusivamente tramite P.E.C. (Posta

elettronica certificata) all’indirizzo che dovrà essere obbligatoriamente indicato in fase di richiesta D.U.R.C.

Nel caso di D.U.R.C. richiesti dalle stazioni appaltanti per lavori pubblici o dalla pubbliche amministrazioni procedenti per lavori privati, il D.U.R.C. sarà inviato per conoscenza

alla ditta per il quale è stato richiesto il certificato solo se verrà indicato un indirizzo p.e.c. valido anche per quest’ultima.

Risulta quindi fondamentale porre la massima attenzione nell’indicare indicare in fase di richiesta indirizzi p.e.c. validi, al fine di consentire alla Cassa Edile il corretto invio

dell’invito alla regolarizzazione e la corretta trasmissione del D.U.R.C. appena validato.

 

CONSEGUENZE IN CASO DI D.U.R.C.IRREGOLARE

 

Lavori pubblici

 

Sulla base del nuovo Regolamento di esecuzione e d’attuazione del D.lgs 163/2006, entrato in vigore l’8 giugno 2011, e come di recente ribadito dall’art.31 comma 3 della

legge 98/2013, in caso di D.U.R.C. irregolare rilasciato a imprese appaltatrici e subappaltatrici nell’ambito di lavori pubblici, il responsabile del procedimento è tenuto a

trattenere dal certificato di pagamento l’importo corrispondente all’inadempienza segnalata sul D.U.R.C. stesso, ed a versarlo direttamente agli enti previdenziali ed assicurativi,

compresa la cassa edile.

 

Lavori privati

 

Per i lavori privati l’art.90 comma 10 del D.lgs 81/2008 prevede che“in assenza del documento unico di regolarità contributiva delle imprese o dei lavoratori autonomi, è

sospesa l’efficacia del titolo abilitativo.

Come previsto dall'art.90, comma 9, lettere a) e b) del D.Lgs n.81/2008, “il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un'unica

impresa o ad un lavoratore autonomo: verifica l'idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle

funzioni o ai lavori da affidare….. mediante presentazione da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi del certificato di iscrizione alla Camera di commercio,

industria e artigianato e del documento unico di regolarità contributiva.

La normativ a differenza degli appalti pubblici,  non prevede invece per i lavori privati niente di scritto che imponga all’impresa l’obbligo di esibire un D.U.R.C. al committente

prima del pagamento della fatture. Ciò significa che, se neanche le clausole del contratto prevedono esplicitamente la presentazione del D.U.R.C. ( cioè quali imprese devono

presentarlo e con quale cadenza), il committente privato è tenuto a pagare l’impresa anche in assenza di D.U.R.C.. A tal proposito si consiglia al committente privato, anche per

tutelarsi dalla responsabilità solidale con l’impresa esecutrice in caso di mancato versamento dei contributi, di inserire nei contratti una clausola che subordini il pagamento delle

fatture alla presentazione di un D.U.R.C. regolare, verificando presso la Cassa Edile l’autenticità del documento ricevuto, per evitare di effettuare pagamenti a imprese irregolari

o regolari sulla base del possesso di un D.U.R.C. falsificato.